Cos'è il martedì grasso e perché si chiama così?

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Il martedì grasso segna la conclusione dei festeggiamenti del Carnevale, rappresentando l'ultimo giorno di abbondanza culinaria prima del digiuno quaresimale. Scopri perché si chiama così!

Il Carnevale è una delle festività più amate e colorate dell'anno, un periodo di transizione che mescola antiche tradizioni pagane e precetti religiosi. Senza dubbio alcuno, il culmine di queste celebrazioni del carnevale è rappresentato dal martedì grasso, una giornata che racchiude in sé il senso del divertimento sfrenato prima di un periodo di riflessione e sobrietà, ovvero la quaresima.

Martedì grasso: cos'è e cosa c'entra con il Carnevale

Per comprendere bene cos'è il martedì grasso è opportuno dare un'occhiata al calendario liturgico cristiano. Questo giorno, infatti, segna la fine del carnevale e, precedendo il Mercoledì delle Ceneri, rappresenta la fine di una vera e propria settimana di eccessi (tranne per chi festeggia il Carnevale ambriosiano) caratterizzata da maschere, sfilate e golose leccornie: è quindi un ponte verso un periodo decisamente più sobrio, quello della quaresima, ovvero i quaranta giorni di penitenza che portano infine alla Pasqua.

Martedì grasso: significato e origini

Il significato profondo del martedì grasso risiede nel concetto di "addio alla carne" (da cui deriva il termine Carnevale, dal latino carnem levare). In passato, la distinzione tra i periodi di festa e quelli di magro era infatti molto netta: spiritualmente il martedì grasso era l'ultima occasione per peccare di gola e divertirsi prima del rigore quaresimale; socialmente, al contrario, rappresentava un momento di rovesciamento delle gerarchie, dove il povero poteva vestirsi da re e viceversa. Proprio in questo risiedono le due anime del carnevale, quella più pagana e quella più spirituale, legata alla religione cristiana.

Molti si chiedono se il martedì grasso è festivo: in Italia non è considerato una festività nazionale sul calendario (non si sta a casa da scuola o dal lavoro per legge), ma in molte regioni e città le attività si fermano o si riducono per permettere le celebrazioni locali e le sfilate dei carri.

Quando cade il martedì grasso

Proprio come la data della Pasqua che è mobile, anche quella del martedì grasso cambia di anno in anno perché è legata proprio al giorno in cui cade la festività principale. In generale, il martedì grasso cade sempre sei settimane prima della domenica di Pasqua. Tuttavia, non ovunque si festeggia nello stesso momento: come anticipato a Milano, ad esempio, si segue il rito ambrosiano, secondo il quale il Carnevale termina il sabato successivo, posticipando così l'inizio della Quaresima.

Perché il martedì grasso si chiama così e cosa si mangia

Probabilmente avrete già capito perché il Martedì Grasso si chiama così. Come abbiamo già anticipato, il nome fa riferimento diretto all'abbondanza dei banchetti che caratterizzano storicamente il periodo di carnevale e, in particolare, proprio questo giorno dell'anno. In questa giornata era infatti usanza consumare tutti i cibi più ricchi rimasti in dispensa — come carne, grassi animali e dolci — che sarebbero poi stati proibiti durante il duro digiuno quaresimale. Ecco nel dettaglio per il martedì grasso cosa si mangia secondo la tradizione:

  • Fritti e dolci: un Italia dominano le chiacchiere (o frappe/bugie), le castagnole e i tortelli fritti.
  • Tradizioni internazionali: nel Regno Unito e negli USA, la giornata è nota come Pancake Day, proprio perché si usavano le ultime uova e il burro per preparare i celebri pancake.
  • Piatti ricchi: spesso si cucinano piatti a base di maiale, lasagne ricche o ricette regionali che prevedono l'uso dello strutto, simbolo per eccellenza della cucina "grassa" di un tempo.

Oggi, sebbene la connotazione religiosa sia meno sentita rispetto al passato, questa ricorrenza resta un simbolo di gioia e condivisione, specialmente per i più piccoli.

Foto di apertura: iStock